Vai al contenuto
Home » Papa: riconosciute le ‘virtù eroiche’ di don Tonino Bello

Papa: riconosciute le ‘virtù eroiche’ di don Tonino Bello

Papa Francesco ha autorizzato oggi la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il decreto in cui si riconoscono “le virtù eroiche del Servo di Dio Antonio Bello, Vescovo di Molfetta-Ruvo- Giovinazzo-Terlizzi; nato il 18 marzo 1935 ad Alessano e morto il 20 aprile 1993 a Molfetta”. Si tratta di un passo cruciale nella causa per la beatificazione di Don Tonino Bello – da tutti è conosciuto così -, vescovo celebre per il suo impegno per la pace, in particolare nella sua veste di presidente di Pax Christi Italia (1985-1993). Col riconoscimento delle “virtù eroiche”, Tonino Bello assume il titolo di “venerabile”.

La lettera di mons. Vito Angiuli

Con gioia vi annuncio che il 25 novembre 2021 Papa Francesco ha ratificato i voti positivi espressi dai Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi e dai Cardinali e Vescovi, dichiarando: «Sono provate le virtù teologali della Fede, della Speranza e della Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le virtù cardinali della Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza e annesse in grado eroico del Servo di Dio don Antonio Bello, Vescovo di Molfetta – Ruvo – Giovinazzo – Terlizzi, nel caso e per il fine di cui si tratta».
Il Santo Padre, inoltre, ha dato disposizione al Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, che venisse pubblicato il Decreto che proclama Venerabile il Servo di Dio. Il Venerabile mons. Antonio Bello è stato persona intelligente e geniale, cristiano esemplare, educatore dei seminaristi e dei giovani, parroco infaticabile, vescovo generoso e appassionato.
Profondamente innamorato di Gesù, della Chiesa, dell’umanità e dei poveri, ha compiuto scelte forti e coraggiose. In qualità di Presidente di «Pax Christi» è stato un instancabile promotore della giustizia sociale, della salvaguardia del creato e testimone di pace. Comunione, evangelizzazione e scelta degli ultimi sono stati i perni su cui ha sviluppato la sua testimonianza di fede invocando per tutti «un’ala di riserva» per volare con il Signore, avendo ogni uomo come compagno di volo.
Associato alla passione redentrice del Cristo Crocifisso, ha fatto del suo letto di dolore un «altare scomodo» da cui ha continuato a esortare, incoraggiare il suo popolo a confidare con sentimenti di speranza in Cristo Risorto. A Maria, invocata come Madre premurosa e accogliente, ha consegnato la sua persona sul letto di morte.
Facendo memoria del paterno appello di Papa Francesco, pellegrino sulla tomba del Servodi Dio, il 20 aprile 2018, imitiamo il suo esempio e incamminiamoci sulla via della santità, per ritrovarci insieme a lodare il Signore “mirabile nei suoi santi”.

Seguici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.