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Rimase impotente dopo incidente sul lavoro, moglie chiede risarcimento

Era il 27 dicembre del 2016 quando un dipendente di una ditta appaltatrice di Aqp, nel corso delle consuete mansioni lavorative, venne travolto dalla pala Caterpillar guidata da un uomo di Taurisano riportando gravissime lesioni che si sarebbero ripercosse nella vita intima di coppia della vittima.

Nel giorno in cui si verificò il fatto, gli operai stavano svolgendo lavori per il completamento della rete idrica e fognaria commissionati da Acquedotto Pugliese presso il cantiere stradale lungo la S.P. 290 in località Mammalie, frazione di Torre San Giovanni del Comune di Ugento. Durante una manovra di retromarcia la vittima sarebbe stato investito dalla pala. Stando agli elementi probatori acquisiti nel corso delle indagini preliminari, gli imputati avrebbero agito con negligenza, imprudenza, imperizia ed inosservanza delle norme sulla sicurezza del lavoro.

A seguito dell’incidente la vittima avrebbe subito lo schiacciamento del bacino e, più in generale, di tutta la zona del corpo dalla cintola in giù: determinando un irreversibile stato di disfunzione erettile, la cosiddetta impotenza.
Tale patologia viene definita come “l’incapacità del soggetto di sesso maschile a mantenere un’erezione sufficiente a condurre e portare a termine un rapporto sessuale”.

Appare evidente, dunque, che l’insorgenza di tale malattia abbia negativamente inciso anche sulla vita della moglie, alterando la vita intima della coppia e la loro stessa armonia.
Tale situazione, di per sé già gravissima, assume un significato drammatico se si considera che la coniuge è una giovane donna ancora in età fertile, che, dunque, è stata privata, pure, della possibilità di avere altri figli dal proprio marito.

Ecco perchè la donna avanzò richiesta di costituzione in parte civile, assistita dall’avvocato Rita Ciccarese, affinchè venga accertata e dichiarata la penale responsabilità degli imputati, avanzando richiesta di risarcimento danni. L’istanza è stata ora accolta dal giudice della prima sezione penale del Tribunale di Lecce, Francesca Mariano, titolare del processo in corso.

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